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  • 27/06/2014 Benvenuti al nuovo corso on-line della serie "Roadmap in Anestesia"

    Il corso è gratuito ed è accreditato per 4 crediti formativi ECM. Il tempo stimato per seguire l'intero corso è di circa 4 ore.

Razionale scientifico

Il punto di vista del chirurgo

A metà del 2013 risultano installati 2800 sistemi robotici nel mondo: 443 in Europa, 2356 nel resto del mondo.
In Italia la chirurgia robotica si sta affermando con un massimo di attività in Lombardia (28%), ed un minimo in Puglia (5%) e nel 2012 sono stati effettuati più di 8300 interventi con un incremento del 19% rispetto al 2011. Il dato è in espansione.
Il 60% dell'attività robotica totale è ricoperta da interventi di urologia, il 20% dalla chirurgia generale, il resto da tutte le altre specialità chirurgiche.
Rispetto alla chirurgia tradizionale, la mininvasiva fornisce risultati migliori sotto vari punti di vista: minori perdite ematiche intraoperatorie, migliore e più delicata manipolazione dei tessuti, riduzione delle complicanze, più rapida mobilizzazione ed alimentazione del paziente, minor tempo di ospedalizzazione con enormi vantaggi per l'azienda che sullo stesso posto letto vede ruotare almeno il doppio dei pazienti.
La rivoluzione culturale vera si è avuta nelle Sale operatorie dove l'ingresso del Robot Da Vinci ha richiesto un aggiornamento importante del personale infermieristico che ha dovuto cimentarsi  con presidi di alta tecnologia , ed anestesiologico per la pressante  richiesta dei chirurghi di velocizzare il turnover dei malati che pure dovevano essere trattati in maniera ottimale.
Ciò ha richiesto la revisione pressoché totale dei tradizionali approcci anestesiologici.

Il punto di vista dell'anestesista

Lo sforzo maggiore che ha dovuto compiere l'anestesista in questo nuovo scenario, a parte la fase preoperatoria di selezione e preparazione dei pazienti, è stato quello di far coincidere al tavolo operatorio le proprie esigenze con quelle del chirurgo, essendo esse sostanzialmente diverse.
Obiettivo del chirurgo è quello di avere un ottimale accesso e un'ottimale visione del campo chirurgico; un rilasciamento muscolare profondo fino ai punti di sutura, in sostanza un ottimo outcome.
Obiettivi dell’anestesista sono quelli di ridurre al minimo gli effetti del pneumoperitoneo associato alla posizione di Trendelenburg; ridurre il rischio della curarizzazione residua e garantire la massima sicurezza del paziente; garantire un corretto turnover nelle sale operatorie.
Indipendentemente dal tipo di anestesia, le esigenze del chirurgo in chirurgia mininvasiva, possono essere soddisfatte  solamente con un blocco neuromuscolare profondo fino alla fine della procedura; un blocco moderato provocherebbe  difficoltà all'accesso chirurgico, effetti negativi sull'emodinamica per le aumentate pressioni di insufflazione,  difficoltà ad estrarre i visceri nell'ultima fase dell'intervento, aumentato dolore postoperatorio, elementi che metterebbero seriamente a rischio il successo della procedura chirurgica stessa.
Il rischio della curarizzazione residua postoperatoria non può essere trascurato per gli effetti negativi sul paziente e per il rallentato turnover di sala che inevitabilmente provocherebbe.
L'associazione farmacologica rocuronio - sugammadex soddisfa ampiamente i requisiti richiesti in questo tipo di chirurgia.

Informazioni

Codice ECM: 38-97320

Numero crediti ECM: 4
I crediti ECM saranno ottenibili una volta completato il 100% del corso e risposto correttamente al 75% delle domande contenute nel questionario di verifica apprendimento

Periodo: on-line fino al 07/07/2015

Destinatari: medico chirurgo specialista in anestesia e rianimazione, chirurgia generale, farmacista ospedaliero

Il corso è chiuso.
Non sono possibili nuove registrazioni, mentre i corsisti precedentemente registrati possono ancora accedere alle lezioni.

Con il contributo educazionale di: